Gestire la diversità : una sfida possibile?

Una delle caratteristiche più rilevanti del mercato del lavoro attuale è il progressivo incremento di eterogeneità nella forza lavoro :i trend demografici, l’apertura dei mercati, i cambiamenti politico-sociali fanno della diversità una sfida per le imprese di tutti i paesi industrializzati a prescindere dalle dimensioni o dal settore in cui operano .
Questo spiega la rilevanza che il tema della gestione della diversità ha acquisito in ambito organizzativo negli ultimi anni configurandosi come tutt’altro che una delle solite mode manageriali .
In tutte le aziende moderne troviamo infatti sempre più spesso un enorme patrimonio di diversità (genere, età, cultura, esperienze pregresse, caratteristiche soggettive ) con il quale bisogna fare i conti .
Le differenze infatti ,che ci piaccia o no , non possono essere “eliminate” ma vanno “gestite” .

Le sono le ragioni sono essenzialmente tre :
1. la discriminazione non è etica : le aziende dovrebbero trattare equamente tutti i propri dipendenti ;
2. discriminare è illegale: ce lo ricordano le numerose leggi (regionali, nazionali, internazionali) sul tema ;
3. i benefici economici/organizzativi che derivano dal gestire la diversità sono superiori ai costi di attuazione La forza lavoro che vive in una condizione di diversità per motivi razziali, religiosi, etnici, sessuali o a causa di una disabilità, se non gestita può generare non pochi problemi in termini di demotivazione, conflittualità , assenteismo o turn over.

Di qui la necessità di adottare una politica di diversity management finalizzata alla creazione di un ambiente “inclusivo” in cui :
1. nessun individuo venga discriminato
2. le differenze degli individui siano oggetto di reale ascolto e attenzione
3. la partecipazione di tutti i soggetti all’attività lavorativa sia favorita attraverso azioni concrete;

La gestione delle differenze implica due step essenziali :
a) un cambiamento culturale : volto a riconoscere e a rispettare l’esistenza di diversità fra i lavoratori . In altre parole la diversità deve diventare una risorsa , un valore che contribuisce al buon funzionamento delle performance aziendali. Una sfida non da poco, che presuppone innanzitutto un forte committment da parte del management aziendale :in caso contrario, qualsiasi iniziativa finirebbe col risolversi in un esercizio di retorica o in azioni sporadiche del tutto inutili.
b) un cambiamento organizzativo che preveda l’adozione di strategie funzionali alla gestione delle diversità.

Da un punto di vista pratico si tratta di :

a) adottare formalmente una politica della diversità e comunicarla a dipendenti, clienti, investitori, finanziatori ecc.
b) identificare e riconoscere le tipologie più importanti di diversità presenti nella propria azienda ;

c) sviluppare un sistema di gestione del personale che promuova la parità di genere,sostenga le persone con disabilità , introduca progetti di work life balance ecc..

d) garantire criteri di selezione e valutazione delle persone che evitino discriminazione in base a sesso, età, orientamento religioso, politico, sessuale cc..

e) Prevedere attività di formazione/informazione volte a sviluppare la conoscenza di stereotipi e pregiudizi per migliorare l’accettazione e l’apprezzamento reciproco tra le persone

Ma quali sono i benefici nell’attuare una politica di diversity management ?

Recenti indagini dimostrano che la maggior parte delle aziende riscontra :
 maggior coinvolgimento del dipendente,
 miglioramento del clima interno
 miglioramento dell’ immagine aziendale
 maggiore creatività ed innovazione.
 capacità di attrazione e retention di talenti (employer branding)
 sviluppo di competenze distintive
 riduzione del tasso di turn over/assenteismo

In sintesi gestire la diversità vuol dire non solo garantire che individui ‘portatori di differenze’ non subiscano discriminazioni ma far sì che tutte le persone siano valorizzate allo stesso modo ed abbiano la possibilità di esprimere il proprio potenziale per contribuire al raggiungimento degli obiettivi organizzativi.

In una parole si tratta di utilizzare la diversità come un’opportunità sulla quale investire.
E voi cosa ne pensate? Qual’ è la vostra esperienza in merito ?

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