Quanto pesa la cultura nei processi di internazionalizzazione?

Il 70% delle alleanze strategiche risultano fallimentari a causa di incomprensioni culturali. Questo dato è sufficiente a far capire che l’aspetto culturale non può più essere sottovalutato.

Ma che cos’ è la cultura?

L’olandese Hofstede definisce la cultura come quell’atteggiamento mentale collettivo che fa agire le persone in maniera uguale, ovvero una sorta di programma mentale alla base del pensiero, delle emozioni e delle azioni di un gruppo o di una popolazione

 

Uno dei modelli più conosciuti per spiegare la cultura è quello dell’ “iceberg”. L’idea che sta alla base di questo modello è che la cultura può essere considerata come un iceberg di cui solo una piccola parte emerge dall’acqua e pertanto risulta visibile. La a parte molto più estesa  si trova sott’acqua ed è perciò invisibile.

 

Cosa vuol dire ?

Vuol dire che pur essendoci molti elementi della cultura che sono visibili ( ad es architettura, arte, cucina, musica, lingua,ecc… ) la maggior parte sono difficili da individuare: parliamo cioè di regole, valori, il modo di usare lo spazio, il tempo, ecc.

 

 La cultura è nelle persone, ma prende forma e vita nei COMPORTAMENTI che sono diversi da società a società.
Questo fa sì che ciò che in alcune culture è considerato un comportamento ‘normale’ (ad es. i cinesi sputano a terra i bocconi di cibo poco graditi) potrebbe essere considerato riprovevole in un’altra cultura …

Tutto ciò, come è facile intuire  rende l’interazione con popoli di culture diverse più difficile .

 

 

Nell’affrontare il processo di internazionalizzazione ogni impresa viene necessariamente in contatto con contesti ambientali diversi, ognuno dei quali richiede specifiche modalità di interazione.

Spesso non si considera che tra le molteplici variabili che definiscono il contesto ambientale, è proprio la cultura a svolgere un ruolo determinante.

La conoscenza della cultura dominante nei vari contesti ambientali, aiuta a trovare le soluzioni più idonee per il superare quei contrasti che possono generarsi nei rapportarsi con mercati ‘non familiari’.

L’incrocio tra culture diverse può creare una sorta di shock culturale, tanto più elevato quanto più distanti sono le culture delle persone coinvolte , spesso accompagnato da effetti negativi sul coinvolgimento organizzativo, sul clima di lavoro dei partner e sulle rispettive performance.

Solo attraverso la consapevolezza delle differenze è possibile trovare delle forme di adattamento al contesto di mercato locale e procedere alla risoluzione di problemi legati a pratiche di business divergenti.

Cosa fare allora ? Occorre acquisire una COMPETENZA INTERCULTURALE cioè la capacità di interagire efficacemente ed in maniera appropriata con persone di culture diverse .

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